Movimento per la Sinistra – Acri (CS)

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      Roma 16.03.2009 Tutti – avversari compresi – dicono che ci sia bisogno di sinistra. E c’è bisogno di una sinistra che ricominci ad avere una sua rappresentanza nelle istituzioni. A cominciare da quelle europee. E dagli enti locali. C’è bisogno di sinistra, insomma, in un paese governato da una destra che ha uno slogan chiaro [...]
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      Roma, 8 mar. – (Adnkronos) - Il consiglio federale nazionale dei Verdi, con il 60% dei voti favorevoli, ha approvato oggi la mozione presentata dalla maggioranza del coordinamento nazionale per un’alleanza alle prossime elezioni europee con Sinistra Democratica di Claudio Fava, il Movimento per la Sinistra di Nichi Vendola e il Partito socialista […]
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Tutto quello che puoi fare per far votare Sinistra e Libertà

Pubblicato da mpsacri su maggio 27, 2009

La sfida lanciata da Sinistra e Libertà sembrava una “mission impossible”. In realtà dal successo delle iniziative pubbliche, dalle chiacchiere scambiate al lavoro, al supermercato o in coda in qualche ufficio abbiamo tutti la sensazione di essere vicini ad una affermazione che sarebbe clamorosa. Alla faccia del “marketing politico” in soli due mesi un simbolo totalmente sconosciuto sta facendo battere i cuori di centinaia di migliaia di militanti, simpatizzanti, ciaodem, democratici anonimi e quant’altro abbia il senso di un riscatto di sinistra e di libertà in Italia. Molti, tutti, ci chiediamo cosa si possa fare in questi ultimi dieci giorni. La risposta è in Battiquorum il “kit di sinistra e libertà” che può trasformare una buona intenzione di voto in un atto di moltiplicazione dello stesso. Lo straordinario cammino dall’io al noi, che solo la sinistra può compiere, oggi trova nell’occasione del voto un’altra sfida entusiasmante.

Il kit Battiquorum prevede:

1) Mail tipo da inviare immediatamente ad amici, parenti e conoscenti sensibili alla libertà.

2) SMS da inviare entro la serata del 5 Giugno.

3) 5 risposte a 5 domande (anche cattive) sul perché votare Sinistra e Libertà.

4) Mail virale portafortuna.

– Mail Oggetto: votiamo pagina Facci caso, il primo Parlamento senza la sinistra è quello in cui passano impunemente i peggiori raggiri della democrazia e della libertà sotto forma di leggi ad personam, contro i lavoratori, xenofobe quando non fasciste. Con il tuo voto e il mio possiamo fermare tutto questo, a partire dalle Europee. Con un voto a Sinistra e Libertà sostieni proprio i due valori a cui né io né tu rinunceremo mai: la sinistra e la libertà. Due valori molto censurati dai media in questi tempi, difatti avrai sentito poco o niente parlarne eppure, in ogni angolo d’Italia le nostre manifestazioni sono gremite e centinaia di migliaia di simpatizzanti e militanti si stanno prodigando senza tregua per farci conoscere. Tu conosci me ed aggiungendo il tuo voto al mio puoi far sì che sbarramenti e censure si dissolvano alla luce della ragione della partecipazione e della passione per una scelta giusta e sincera. (firma) P.S. per saperne di più visita il sito: www.sinistraeliberta.it

5 risposte a 5 domande (cattive) su Sinistra e Libertà.

1) Rischio di sprecare il mio voto se non raggiungerete il quorum? Il progetto politico di Sinistra e Libertà viene dal basso e risponde all’esigenza di fare una nuova sinistra in Italia. Il successo elettorale ne faciliterà il cammino ma comunque ogni voto dato a sinistra e libertà è un si alla creazione di una moderna forza di sinistra nel nostro paese. Il voto a Sinistra e Libertà è quindi l’unico che non andrà sprecato perché ha un doppio valore: sia sostegno alla lista che di condivisione e supporto al progetto politico.

2) Tre formazioni europee sotto il simbolo non saranno troppe? A differenza del PD che non ha chiarito quale sarà il suo posto in Europa o, ancora peggio, di Di Pietro che siederà dichiaratamente a destra insieme ai liberali, Sinistra e Libertà rappresenta il superamento di tutta la storia della sinistra europea. Per la prima volta infatti, dando seguito nei fatti alle buone pratiche realizzate nel parlamento europeo, sinistra, verdi e socialisti europei si presentano insieme con un programma comune, un progetto forte e coeso. Realizzando gia oggi in Italia quella che è e sarà la tendenza del futuro della sinistra, in Europa e nel mondo.

3) Pur essendo di sinistra perché dovrei preferirvi al PD? Come ormai ampiamente dimostrato la politica seguita dal PD è di rottura con la sinistra. L’abbandono della CGIL, il tema della laicità e dei diritti civili, la politica economica, la spartizione della rai, e da ultimo il SI al referendum. Un partito che ha lasciato l’opposizione parlamentare in mano a Di Pietro e che non appoggia quella che cresce nel Paese. Un successo di Sinistra e Libertà in particolare sarà meglio per tutti.

4) Ancora una volta una sinistra divisa tra voi e Rifondazione? Premesso che nel nostro sentire c’è l’augurio che tutto il centro sinistra si affermi non si può che rilevare la differenza sostanziale: Da un lato un progetto, quello di Sinistra e Libertà che vuole avere un futuro, dall’altro un passato che non va oltre la testimonianza della sua problematica, seppur nobile, identità. Ma, ci si chieda: il mondo che vogliamo (e che ci aspetta la fuori) sarà quello delle falci e martello o quello della green economy, della “società della conoscenza”, della laicità, dei diritti e della libertà?

5) E se saltassi un giro, astenendomi? Nelle scorse elezioni più di 2 milioni di votanti a sinistra si sono astenuti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Uno strapotere della destra che ha permesso leggi vergognose, l’aggravarsi della crisi e serie minacce alla stabilità democratica del nostro paese. Mai come in questa occasione, visti anche gli sbarramenti, il non voto a sinistra è un aiuto alla destra che, come vediamo ogni giorno, usa l’arma del “consenso maggioritario” per coprire nefandezze e crimini contro ogni senso dì umanità, solidarietà, uguaglianza e libertà.

SMS da inviare entro il 5 giugno

Scrivete gli SMS più creativi, divertenti, provocatori. Usate i 160 caratteri per far pensare, per convincere, per far votare. Ecco qualche suggerimento di SMS da mandare subito prima delle elezioni: 1) Al seggio la Binetti non ti vede Vota Sinistra e Libertà. 2) Non ti farai scavalcare a sinistra dalla Montalcini? Vota Sinistra e Libertà. 3) Chi si astiene papi è… Vota Sinistra e Libertà.

Mail virale portafortuna

Oggetto: Cambia la tua vita (e lʼEuropa) inoltrando questa e-mail! Funziona davvero! Ciao, questa e-mail è la più importante che riceverai oggi. Prenditi 5 minuti per leggerla attentamente. Può cambiare la tua vita (e quella di molti europei). Il 6 e il 7 Giugno voterai per rinnovare il Parlamento Europeo. A sentire TV e giornali, esistono solo PDL, PD, UDC e IDV. Insomma, i soliti. Quello che i media non ti dicono è che hai anche unʼalternativa, che si chiama Sinistra e Libertà. È una sinistra nuova e moderna, con un progetto di società sana, solidale, laica. Per capirci: è la sinistra di Nichi Vendola, quella che ha convinto Sergio Staino a mettere da parte il PD. È una sinistra fuori dai giochi di potere dei principali partiti, per questo motivo giornali e TV non te ne parlano. Come te, molti non sanno di avere questa alternativa, e finiranno per non votare o votare il meno peggio. In questo caso, Sinistra e Libertà potrebbe non superare la soglia del 4%. Ma questa mail può cambiare tutto. Mandala a 10 persone e dopo pochi giorni ti succederà qualcosa di bello e inaspettato. Non fermare la catena, o la sfortuna ti perseguiterà come il caso Mills. Marta ha inviato questa e-mail a 10 persone. Dopo 5 giorni, è stata assunta con contratto a tempo indeterminato nellʼazienda per cui lavorava come Co.Co.Pro. Lʼamministratore del suo condominio ha installato i pannelli solari. Antonio ha cestinato questa e-mail. Dopo 5 giorni, la sua TV si è accesa su Canale 5 ed è stato impossibile spegnerla. La Binetti è diventata la sua nuova vicina di casa e controlla ogni sua mossa. Infine il suo cane, che prima gli portava il giornale, ora gli porta il Giornale. Non tirarti addosso anni ed anni di sfiga berlusconiana: il 6 e 7 Giugno vota Sinistra e Libertà e fai sapere ai tuoi amici che hanno questa possibilità.

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Vendola: ecco perche’ mi candido alle europee

Pubblicato da mpsacri su aprile 7, 2009

Intervista al corriere della sera
Vendola: ecco perché mi candido alle Europee, c’è bisogno di protagonismo
Il governatore della Puglia: «La polemica del Pd mi sembra incomprensibile. La partita è cruciale»
 BARI — Nichi Vendola, Massi­mo D’Alema è preoccupato.
«E perché?»

Dice che la sua candidatura euro­pea è «discutibile» e «aprirebbe un problema per la Puglia».
«Ma figuriamoci, non c’è da preoc­cuparsi. Sono stato per cinque anni al fronte, ho guidato una giunta stabi­le e innovativa e non ho nessuna in­tenzione di andarmene ora. Anzi, non lascerò mai la Puglia: la mia am­bizione più grande sarebbe invece di ricandidarmi».

Il governatore pugliese, fondatore di Sinistra e Libertà, però ha deciso. Tra la linea berlusconiana e quella franceschiniana della «serietà», Ni­chi Vendola sceglie la prima: si candi­derà in Europa, in una o più circoscri­zioni, nonostante l’incompatibilità.
Perché?
«La posizione di Franceschini mi sembra un politicismo incomprensi­bile ai più. Io mi candiderò, sento l’obbligo morale di mettermi a dispo­sizione: sono un punto di riferimen­to ben oltre la mia regione e non in­tendo sottrarmi a questo impegno con il partito».

Franceschini sostiene che così si truffano gli elettori. Leader e big che non andranno mai a Strasbur­go, o torneranno subito, usati come specchietti per le allodole.
«Forse c’è un vena di autocritica in questo. Perché il Pd ha visto in passa­to una formidabile mobilità dei suoi eletti: una percentuale elevata ha la­sciato gli scranni di Strasburgo per approdare ad altri mestieri».

Ma non sarebbe più serio candi­dare chi andrà davvero in Europa? Non si rischia di cadere, altrimenti, nel personalismo berlusconiano?
«In un’epoca di personalizzazione, di americanizzazione della politica, c’è bisogno di un nuovo protagoni­smo della base ma anche dell’espres­sione di vissuti che rendano com­prensibile un discorso politico. Non credo che il tema delle incompatibili­tà possa pregiudicare le prerogative della politica. Che è fatta anche di es­seri umani che con la loro storia in­carnano una visione delle cose».

Insomma, quella di Franceschini è una polemica sterile.
«Francamente mi pare incompren­sibile. La lotta politica contro le de­stre la imposterei su temi ben più im­portanti ».

Per esempio?
«La sfida la imposterei sul modello di Europa, sull’avvitamento nevroti­co del vecchio continente che si ritro­va con fobie da fortezza assediata. Un’Europa illividita da decenni di li­berismo che hanno reso quasi indi­stinguibile la destra dalla sinistra. La sfida la imposterei sulla crisi econo­mica, sul rapporto tra Nord e Sud, sul­la laicità e sui diritti civili».

Il Pd, con Franceschini, ci sta pro­vando. O no?
«Mi pare che con il suo arrivo ci sia stata una correzione solo estetica. C’è un maggiore presenzialismo pole­mico: ma la politica non si fa con i de­cibel. Mancano i fondamentali».

Non le sembra un po’ ingenero­so?
«Non ho mai pensato di trarre gio­vamento dai problemi del Pd. Ma c’è una debolezza strategica: il pro­blema del Pd non è di leadership ma di progetto politico. È il tentati­vo di tenere insieme, con estenuan­ti mediazioni semantiche, la difesa della laicità e il cilicio, gli interessi dei lavoratori licenziati e quelli dei padroni licenziatori».

E il suo partito, Sinistra e libertà?
«È un’operazione non velleitaria: siamo a un’incollatura dal 4 per cen­to. Andando in giro non vedo più la platea angosciata della Sinistra Arco­baleno, ma sento l’entusiasmo».

La sinistra divisa, però, rischia un’altra sconfitta.
«La partita è davvero cruciale. Mi gioco il senso della mia vita. Sono sta­to militante comunista per 35 anni e il mio dovere è fare fino in fondo i conti con una sconfitta che non è sta­to solo elettorale, ma storica, sociale e culturale. Sono uscito dalla mia vec­chia casa per non rimanere prigionie­ro di un mondo in consunzione. Si tratta di ritrovare le parole e le ragio­ni per il sogno di una società di liberi e uguali».

tratto da corriere.it

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VIAGGIO STUDIO IN U.S.A.

Pubblicato da mpsacri su aprile 3, 2009

Nel pomeriggio di giovedì scorso, il primo cittadino, Elio Coschignano insieme all’assessore di MPS Dott.ssa Angela Vita hanno incontrato i genitori, i ragazzi vincitori della vacanza – studio in U. S. A e i dirigenti scolastici presso palazzo Padula per confrontarsi e definire gli ultimi dettagli del viaggio. La partenza è prevista infatti per domenica 5 Aprile c. m. da piazza Purgatorio con arrivo a New jork presumibilmente intorno alle 14:30 ora locale. L’assessore Vita ha illustrato come si svolgeranno le due settimane che i ragazzi trascorreranno in America presso alcune famiglie. Sarà un periodo intenso fra corsi di inglese e visite organizzate nei luoghi più sognati da tutti i ragazzi. Ci sarà una giornata di accoglienza da parte dei ragazzi americani ed inoltre un recital delle scuole in un teatro di New Jork. Una bella possibilità, questa del viaggio – studio, offerta dall’Amministrazione Comunale che si è fatta carico di pagare il viaggio ed il corso di inglese. Questo è il primo, di una lunga serie, di “scambi culturali” che vedranno anche ragazzi americani ospiti in famiglie acresi.

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Franco Giordano ad Acri presenta il suo libro

Pubblicato da mpsacri su marzo 28, 2009

di roberto saporito

Acri 26.03.2009

La sala convegni di palazzo Falcone è mezza piena. E questo è già un buon risultato. Franco Giordano e il suo libro “Nessun dio ci salverà, riflessioni sulla sinistra tra sconfitta e speranza” fanno tappa anche nella cittadina silana e danno la possibilità a militanti, esponenti politici e cittadini di parlare della situazione politica attuale. Nelle circa duecento pagina Giordano, ex segretario di Rifondazione, parla del perché di quella cocente sconfitta del 2008, di alcuni retroscena del governo Prodi, di Di Pietro e di come, a suo avviso, la Sinistra dovrebbe organizzarsi. Il tempo di ricordare la sua prima elezione da parlamentare avvenuta in Calabria agli inizi degli anni ’90, e l’autore, incalzato dal sindaco Coschignano, dal presidente della Fondazione Padula, Cristofaro, dall’ex sindaco di Cosenza, Catizone, e dal pubblico in sala, va subito al cuore del problema; “la sconfitta dell’aprile scorso è anche una sconfitta del Pd. Però mentre noi discutiamo sui perché i democratici si sono chiusi in se stessi.” Riguardo le dichiarazioni di Franceschini, secondo cui l’Unione non potrà mai più ritornare, Giordano dice; “neanche a me piace l’Unione, ma soprattutto dico no ai vari Dini, Mastella e Casini. Sono fiducioso, però, in un dialogo con il Pd e con altre forze della Sinistra perché solo così si può battere Berlusconi. Una sinistra matura non fonda le sue ragioni sulla necessità di governare. L’euforia per la vittoria di Barak Obama negli Stati Uniti e l’identificazione più volte tentata dal Pd nei confronti dei democratici d’Oltreoceano non si comprende. Il nuovo presidente Usa spiazza decisamente il Pd per il grande coinvolgimento delle masse e le posizioni radicali sui diritti civili.” Quella di Giordano è una ricostruzione che parla di ciò che è successo e di ciò che poi ha avuto una ricaduta drammatica dal punto di vista elettorale e nelle aspettative del popolo della sinistra. “Oggi la destra, dice, attacca tutto ciò che credevamo essere conquiste acquisite come l’attacco alla costituzione. Le televisione e i mass media, poi, si sono rivelate una potente arma di distrazione di massa nascondendo la crisi e alimentando un’emergenza sicurezza che riesce a distrarre l’opinione pubblica e a concentrarla su altro. L’impulso primario che mi ha spinto a scrivere questo libro è stato quello di proporre un dialogo e una discussione collettiva proprio a seguito della sconfitta del governo Prodi. Vedendo poi le dimissioni di Veltroni mi preme dire una cosa: bisogna stare molto attenti alla spettacolarizzazione della politica, cioè non si indaga mai sulle ragioni della sconfitta. A volte queste forme spettacolari della politica servono e rimuovere le ragioni fondanti che costituiscono la vera causa della sconfitta. Si preferisce il capro espiatorio e non si discute sulle modalità concrete. Ho provato a ricostruire quelli che possono essere i contenuti di un nuovo soggetto politico e non ho intenzione di arrendermi di fronte ad una totale e sconfinata egemonia della destra contrapposta ad una sinistra fortemente divisa“.

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Sinistra e Libertà – Manifestazione Piazza Farnese

Pubblicato da mpsacri su marzo 22, 2009

”Sinistra e Liberta”’, la nuova formazione politica che ha visto questo pomeriggio a Roma il suo ‘battesimo’ in piazza a Roma ,”rivendica anche il suo diritto a dire dei no” perche’ in Italia, soprattutto in questo momento, ”c’e’ bisogno di obiettare e dissentire” di fronte alle politiche della destra al governo e ad un restringimento dei diritti civili e della persona come ha dimostrato il caso Englaro.

Lo ha detto Nichi Vendola prendendo la parola dal palco della prima manifestazione di Sinistra e liberta’ a piazza Farnese a Roma.

Vendola, facendo riferimento proprio al caso Englaro (mentre continua il pressing sul papa’ di Eluana, Beppino, perche’ si candidi alle prossime europee, ndr) ha parlato di ”fanatismo ideologico e clericale” ricordando come una delle battaglie della nuova formazione politica sara’ anche quella ”del rispetto dei recinti della vita privata e della liberta’ personale”.

Vendola e’ poi sembrato far riferimento alle polemiche che hanno accompagnato anche la scelta del nome del nuovo raggruppamento politico sottolineando che ”oggi occorra riprendersi alcune parole-chiave, come appunto quella di liberta’, ostaggio del berlusconismo e di una cultura del mero consumo. Noi per liberta’ – ha poi aggiunto – intendiamo anche quella contro la paura del futuro, della miseria, della precarieta’ permanente, dei giovani che non vedono un futuro”.

Vendola ha poi criticato le ultime dichiarazioni del ministro Renato Brunetta sugli studenti e le politiche del governo per fronteggiare la crisi. ”’Anche noi – ha detto – vogliamo tagliare le tasse, ma prima di tutto per i poveri visto che anche un cassintegrato che prende 800 euro al mese deve pagarci sopra le tasse per 120 euro. E noi – ha detto polemizzando con Franceschini – non vogliamo recuperare risorse per darle alle Dame di carita’ ma per mettere in piedi meccanismi che sconfiggano alla radice le diseguaglianze”

fonte Asca

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